Commenti

   

Cara Graziela,
ti sono grata per il tuo altruismo, che mi ha permesso di condividere questa vicenda così intensa e dolorosa. Ho capito di avere evitato questa condivisione in diversi momenti, semplicemente perché non voglio credere nella morte. Questa sindrome di immortalità che devasta gli esseri umani, nonostante i fatti dimostrino il contrario.
Mi hai avvicinata alla condizione umana, all’imprevedibilità e alla fugacità. Quello che più mi ha impressionato del tuo racconto è stato il tuo equilibrio emotivo costante nel rapporto con i figli e con i loro processi interni di fronte a tutto quello che succedeva.
In nessun momento della lettura il tuo racconto cade nell’autocommiserazione, ma resta limpido e illuminato al punto giusto. E anche così immensamente toccante. Questo donarsi, in modo incondizionato e illimitato, è di una bellezza e poesia che mi fa rivivere il vero significato dell’essere madre. Sono felice per Marcelo e per Alexandre, mamme così sono davvero rare.
Credo che “Il Piccolo medico” aiuterà molte persone, anche se non hanno vissuto la stessa situazione. È impossibile arrivare alla fine del libro senza una riflessione su se stessi e sulla vita.
Un bacio affettuoso, è un grande onore condividere questo momento della tua vita.

Lismaria Sampaio Assunção

 

Cara Gra,
ieri, dopo la tua serata di autografi, mi sono svegliato e ho iniziato e leggere il preludio del tuo libro… Non potevo immaginare quello che mi sarebbe successo. Esattamente all’1.05 avevo finito di leggere e condividere tutta la valanga di emozioni rappresentata dalla partenza di Ale.
È molto dura Gra, quando capiamo ci stiamo nascondendo dietro all’accozzaglia tecnologica, alla maschera che siamo stati abituati a indossare per vedere se riusciamo a fuggire un po’ dall’enorme sofferenza. La verità è che molti di noi liberano le lacrime negli spogliatoi del centro chirurgico, nel ‘conforto medico’ del reparto di terapia intensiva e in altri luoghi segreti per poter nascondere la nostra impotenza di fronte a situazioni come quella del tuo piccolo medico.
Ammiro molto come tu sia entrata in tutto questo.
Sei una ragazza illuminata, che è riuscita a fare in modo che Ale, Marcelo e tutti quelli che hanno vissuto questa esperienza potessero diluire la sofferenza con un’enorme dose di amore.
Molte grazie per aver mostrato un po’ dell’altro lato del mio quotidiano.
Complimenti per il coraggio e per il tuo carattere così forte.
Un grande bacio,

Mario Guarnieri

 

Gra, ciao!
Mi ha fatto molto piacere che tu abbia messo tra i ringraziamenti i nomi di tutti delle equipe di infermieri, fisioterapisti e nutrizionisti. Spesso hanno più importanza per il paziente degli stessi medici, poco predisposti al contatto.
Ho lavorato per quasi 8 anni all’Hospital das Clínicas e lavoro da 11 con pazienti sieropositivi, ed è una lotta avere a che fare con i medici. Mi ricordo quando, all’Incor (Instituto do Coração – Unità cardiologia dell’Hospital das Clínicas), ho dovuto letteralmente rincorrere un medico, scendendo le scale di fretta con lui, cercando di farmi sentire riguardo al funzionamento emozionale di quella persona che aveva in cura, e lui non si è degnato di fermarsi per ascoltarmi. In quel momento ho capito che purtroppo non si sarebbe fermato nemmeno per ascoltare i pazienti con le loro angosce, paure e opinioni.
Chi ha paura della gente non dovrebbe fare il medico, non credi?
Che Dio ti protegga e alla prossima lettura.
Baci

Dulce Parciasepe Rengel

 

Graziela,
sei riuscita a trasformare un racconto di dolore, morte e sofferenza in una celebrazione dell’amore e della vita.
Un grande omaggio a tuo figlio.
Un bacio,

Julia Mainardi

 

Gentile Graziela,
complimenti! Non c’è altro modo per iniziare questo messaggio.
Mi trovavo all’aeroporto di Galeão a Rio de Janeiro, in attesa del mio volo per Bahia, dove ero stato invitato a tenere due conferenze per un seminario presso la Sociedade Brasileira de Administração em Oftalmologia (SBAO – Società Brasiliana di Amministrazione in Oftalmologia), il 25 e 26 maggio scorso. Ero stato invitato dall’Associação Nacional de Hospitais Privados (ANAHP – Associazione Nazionale di Ospedali Privati), ente brasiliano che rappresenta molte aziende ospedaliere private, di cui sono uno dei vice-presidenti.
Come d’abitudine, sono entrato nella libreria dell’aeroporto, dove si trovava il tuo libro “Il Piccolo Medico”. Anche se non sono medico, sono nato, cresciuto e ho lavorato nell’ambiente della salute, così il titolo ha richiamato la mia attenzione e ho deciso di comprarlo. Da allora è divenuto un mio inseparabile compagno. Non riuscivo a smettere di leggere… e di emozionarmi.
In diversi momenti ho pianto e in altri ho trattenuto stupidamente le lacrime in gola perché mi trovavo in un luogo pubblico. Ho pianto per una madre premurosa che, anche se non la conoscevo, mi ha spezzato il cuore. Ho pianto per i percorsi non umanizzati della Medicina.
Senza conoscerti ti ho ammirata per il modo in cui hai vissuto e ti sei dedicata al tuo caro Ale, il nostro ‘piccolo medico’, e per il coraggio di rivivere tutto questo nello scrivere il libro. Tu ci insegni l’importanza di godersi intensamente la magia del rapporto unico con i nostri figli, ci fai sentire e vivere la dimensione infinita dell’amore dei genitori per i propri figli.
Lavoro da 15 anni nell’area della Salute, per cui ho nutrito un forte interesse per il tuo libro. In alcuni punti ci offri un contributo che va al di là del tuo desiderio di scrivere per Marcelo e per tutti noi. Sono rimasto a riflettere su quanto tu, come madre e assistente di un paziente, contribuisca al riscatto del rapporto medico-paziente, purtroppo dimenticato al giorno d’oggi. Del resto il piccolo Ale, dotato di grande saggezza, ne aveva già parlato. La medicina è diventata un po’ anonima, il che è inaccettabile, se partiamo dal presupposto che essa dovrebbe dipendere in primo luogo dal rapporto di fiducia tra medici e pazienti. Non posso evitare di sottolineare che tocchi questa questione davvero importante.
Immagino quanto la tua partecipazione possa essere utile in congressi di medicina, dove puoi trasmettere una parte di quello che hai vissuto. Nessuno meglio di te potrebbe contribuire con riflessioni sui percorsi contorti della Medicina. Alla fine, anche se non era medico, nella sua essenza Ale ha dimostrato di conoscere il ruolo del medico meglio di una buona parte dei medici stessi. Ale si è dimostrato un ‘piccolo, ma grande medico’.
Un abbraccio,

Adriano Londres

 

Graziela,
grazie per la sua partecipazione in questa questione tanto importante che vuole umanizzare la pratica medica. La medicina tecnologica è importante e necessaria, ma l’attenzione, il contatto e la fiducia che bisogna instaurare tra paziente, famiglia ed equipe medica è fondamentale.
Cordialmente,

Luiz Paulo Kowalski

 

Cara Graziela,
sei stata molto positiva nella tua storia di madre pacata e amorosa, dedita fino all’ultimo e fan numero uno del caro e avvincente Alessandro, che ha saputo diffondere la propria luce nei difficili percorsi della nostra vita…
Un bel messaggio d’amore che merita di essere trasmesso a tutti.
Un grande abbraccio, con affetto

Lila Martins

 

Ciao Graziela,
complimenti per il libro e per tutto lo sforzo alla ricerca di una medicina più umanizzata!
I benefici saranno per tutti, inclusi gli stessi medici… e renderanno migliore il rapporto medico-paziente-famiglia!
Un forte abbraccio,

Marcelo Netto

 

Cara Graziela,
il Piccolo Medico mi ha toccato nel profondo.
Quante volte, per molto meno, dubitiamo della giustizia divina e chiediamo una spiegazione logica per avvenimenti assurdi e incomprensibili per noi comuni mortali.
Quando ho finito il libro sono uscito mormorando per la casa ‘… e io mi lamento?… e io mi lamento?… di cosa?’ Mi hai toccato proprio nel profondo. Credo che sia stata la forza della verità a scuotermi.
I miei complimenti per la presentazione sincera di una tragedia che, per magia, tu sei riuscita a trasformare in una raffinata opera d’arte.
Abbracci sinceri e baci,

Henrique Mutti

 

Complimenti per la tua infinita bontà e per averci presentato con tanta forza.
Sei davvero ammirevole!!!
Un grande bacio,

Raquel Ylamas Vasques

 

Ciao Graziela,
è stato un grande piacere conoscerti! Ho trovato il tuo sito molto interessante, un bel lavoro. A causa della mia esperienza di vita capisco pienamente cosa significhi: “… vivere in un modo in cui la dimensione umana sia più presente”.
Credo anche che questo sia l’inizio per risolvere diversi problemi presenti nel mondo.
Cordialmente,

Lupercio Machado Neto

 

Ciao Graziela,
vorrei ringraziarla per la mattina del giorno 12 maggio: io ero presente alla conferenza tenuta per gli infermieri, presso l’Hospital de Reabilitação de Anomalias Cranio-Faciais, il “Centrinho” a Bauru. È risultato molto chiaro che suo figlio ha compiuto la propria missione con la semplicità di un bambino ma anche con l’intelligenza di un maestro.
Baci di cuore.

Roseli Aparecida Pizzo

 

Grazi, cara amica, ho adorato il sito, è bello e raffinato come te, sono la tua fan numero uno.
Dal primo giorno in cui ti ho conosciuta, ti ho ammirata per la tua forza di iniziare daccapo, così difficile dopo la vicenda di Ale, putroppo questa malattia è una droga, so cosa significa. Ma iniziare daccapo, tornare a studiare, scrivere un libro, fare questo sito, tenere conferenze… sei un vero esempio di vita per me, ti adoro e tifo per te.
La tua amica sempre,

Noia Carolina

 

Graziela Gilioli,
ho letto il libro lo stesso giorno in cui l’ho ricevuto, mi ha conquistato per il modo con cui descrive la tappa dolorosa vissuta da lei e dai suoi figli. È stato qualcosa che mi ha lasciato molto emozionato.
Lei scrive in modo rigoroso ogni dettaglio, ogni momento, ogni emozione, ogni dolore. È un libro-testimonianza che allo stesso tempo, essendo un omaggio ai suoi figli, innalza l’amore di una madre e dell’essere umano meraviglioso che lei sarà sicuramente. Siccome sono padre di 4 figli (due gemelli), non potrei essere stato colpito di più dal suo Piccolo Medico!
I miei complimenti a lei come autrice e madre. Scrivere il libro è stato un vero atto di coraggio.

Nelson S. Lima

 

Graziela,
complimenti per il tuo libro e per il riconoscimento dell’Academia de Sobredotados (Accademia dei Superdotati) dell’Instituto da Inteligência del Portogallo.
Sei una di quelle persone superdotate!
Un abbraccio

Içami Tiba

 

Graziela,
sei riuscita a ricavare il meglio dalla tua esperienza di vita.
Hai avuto la generosità di non riservare solo a te quanto hai vissuto. L’hai trasmesso a persone già colpite da questioni simili o anche solo sensibili e umane e per questo toccate dalla tua esperienza.
Tu nobiliti e arricchisci l’Academia de Sobredotados (Accademia dei Superdotati). Sei una persona speciale.
Un bacio,

Hilton Milnitzky

 

“Commozione” e “Riflessione” sono i due aggettivi che meglio descrivono quello che la lettura de “Il Piccolo Medico” ha suscitato in me. Grazie per la sua testimonianza,  Cordiali saluti,

João Anacleto

 

Cara Graziela, l’energia che trasmetti alle persone, e questa volontà di vivere è contagiosa.
Un grande bacio
Patricia Leone

 

Cara Graziela,

mi sono davvero emozionata non solo per le sue parole così piene di amore per la vita, ma anche per aver conosciuto il piccolo saggio, il guerriero Ale. Sono sicura che se Platone non avesse chiesto al generale Lachete cosa sia il coraggio, ma avesse conosciuto l’atteggiamento di Ale di fronte alla sua malattia, avrebbe avuto una risposta chiara.
Durante la mia lettura ci sono stati momenti in cui ho pianto, momenti in cui ho riso e anche momenti in cui ho pensato molto. Voglio dirle che ho imparato molto dalla rivalutazione del terribile dolore per la lotta costante.
Per me lei è una persona veramente ammirevole.
Abbracci affettuosi,

Raquel Saldivia

 

Graziela,
ti ammiro per la capacità di ricostruire la tua vita, per la bellezza di trasmettere l’esperienza dolorosa che hai vissuto a tanti di noi, che ci sentiamo singolari mentre siamo solamente ordinari e comuni nella nostra finitezza.
Baci. Con affetto

Eliana Caminada

 

Sono senza parole per descrivere quello che ho appena letto. Ho riso, imparato e pianto molto con “Il Piccolo Medico”. Ho riso e appreso attraverso le parole, per la presenza dello spirito del piccolo Ale. Nella lingua portoghese non c’è una sola parola che traduca quello che vorrei trasmettere, quello che sento. Per il fatto di essere medico, ho imparato molto con il piccolo Ale; ho rafforzato qualcosa che ho appreso in casa e da pochi professori: ad ascoltare e dare importanza al paziente, e sono orgoglioso di questo, ho capito quanto sia importante.
Un grande abbraccio,

Dr. José Carlos Junior

 

Graziela,
ho trovato fantastico il modo con cui sei riuscita a esporre la tua lotta, il tuo coraggio, la tua sofferenza, ma ancor di più, l’amore per la tua famiglia. Ringrazio per avere avuto l’opportunità di leggere la storia della tua vita, che è anche la storia di tante altre madri/padri/fratelli/nonni, che restano nell’anonimato. Questo libro ci insegna molte cose, tra le quali quello che un grande medico argentino, il dott. René Favaloro, ha detto una volta durante un’intervista: “La medicina sin humanismo médico no debe ser ejercida” (“La medicina senza umanità medica non deve essere esercitata”). Grazie e che Dio ti protegga.

Stephanie White

 

E’ stata una lettura affascinante e commovente! Stavo attendendo l’imbarco all’aeroporto di Fortaleza dopo una settimana di lavoro, quando il titolo di questo libro mi ha conquistato subito. Durante le quattro ore di viaggio tra Fortaleza e Curitiba, sono stati tanti i momenti di profonda emozione che ho provato. Graziela, sei un grande esempio per noi tutti. Ale, tu sei stato fantastico!
A Graziela e alla sua famiglia il mio abbraccio fraterno.

José Renato

 

Graziela,
Ho visto la tua intervista nel programma “Companhia das manhãs” e sono subito corsa a comprare il libro, pronta alle grandi emozioni che mi avrebbe dato. Il tuo racconto è davvero bello nonostante il dramma vissuto… ogni frase mi ha fatto pensare e guardare alla vita in un altro modo e ho dato ancora più baci a mia figlia. Ho pianto a dirotto, non lo nascondo, ma ho custodito ogni parola come una lezione di vita. Ti mando un bacio e conserverò il libro, nella speranza di ottenere un autografo… da una grande madre che è e che è stata per Ale e di un grande esempio per me.

Celia Silva.

 

Graziela,

Ho appena letto il “Tuo Piccolo Medico”. L’ho letto lentamente, perché un nodo in gola e le lacrime non mi hanno permesso di continuare tutto d’un fiato. Con il tuo libro, con il caro Ale e con te ho ricordato l’importanza di vivere con saggezza le piccole cose della vita. Ho un figlio che amo molto, e tu mi hai dato molti insegnamenti sul rapporto con i figli, che conservo con enorme rispetto e gratitudine. Avrei tanto voluto conoscere quella persona meravigliosa che è stato Alexandre. Ma sai una cosa? Ogni parola e riferimento a lui lo ha reso parte delle nostre vite. Questa testimonianza e il tuo coraggio fanno vivere Ale in ognuno di noi.<br/>Ti sono molto grato per la condivisione.
Un forte abbraccio.

Carlos Gonçalves

 

Gentile Graziela,
voglio proprio dirti che il tuo libro mi ha emozionata tantissimo! Complimenti per il modo chiaro e pieno di nobili sentimenti con cui hai raccontato il tuo percorso. In tutta la mia vita non mi ricordo di aver pianto tanto e allo stesso tempo ti aver riflettuto tanto sul senso della vita, sull’amore incondizionato e, perché no, sulla morte. Non dimenticherò mai le lezioni di vita ricevute dal nostro grande “Piccolo Medico”, il caro Ale! Porterò con me il libro e lo farò diventare il mio libro da comodino, perché per me si tratta di una storia di vita, di ripresa, di una grande lezione, ma soprattutto di amore.
Un grande abbraccio, Conceição.

Conceição Soares Pimentel

 

Ho due figli e confesso che questo libro meraviglioso è una lezione di vita! E’ la conferma che al mondo ci sono esseri adorabili, trasparenti e coraggiosi, che anche nei momenti cruciali ci trasmettono pace, forza, questo era il caso di Ale – il ‘Piccolo Angelo’.
Nonostante ci abbia spezzato il cuore con la sua sofferenza, ha trovato le forze per trasmetterci una certezza: nella vita dobbiamo cogliere al massimo i momenti unici, amare incondizionatamente e viverli come se fossero gli ultimi.

Complimenti alla mamma combattiva! Adorabile! Presente! Unica!

Maria Soares

 

Ho letto (tutto d’un fiato) il libro e, per la prima volta nella mia vita, ho pianto sulle pagine… per la sofferenza del bambino e per la forza e determinazione della madre. Ora che sono mamma riesco a capire dove si cercano le forze e il coraggio per sopportare queste tragedie! Questo libro è un racconto tra i più emozionanti che conosco sull’amore tra una madre e un figlio e il legame che nemmeno la morte può distruggere. Credo fermamente che Alexandre, ovunque egli sia, sarà orgoglioso del modo in cui la mamma ha onorato la sua memoria.
Grazie per aver scritto questo libro, grazie per avermi fatto guardare alle mie figlie con altri occhi e grazie per avermi fatto ringraziare Dio tutti i giorni per la vita che ho.

Ana Duarte

 

Graziela, vorrei farle i complimenti per la storia così emozionante e toccante di questo libro, per la forza e il coraggio di vivere ogni momento difficile e per la meravigliosa vita di “Ale”. Così piccolo, ma che ci ha insegnato tanto sulla vita! Sono al quinto anno di Medicina e vedo quello che i professori ci insegnano sul rapporto medico-paziente e come alcuni mettano poco in pratica ciò che dicono… Ma non avevo mai visto un insegnamento così puro e autentico come quello di ‘Ale’. Lui mi ha insegnato a guardare alla vita in modo diverso: quando quello che ci circonda sembra crollare c’è ancora vita, c’è ancora un sorriso, c’è ancora la purezza di vivere semplicemente. Lui mi ha insegnato a essere un futuro medico migliore, ad ascoltare i miei futuri pazienti, principalmente con il cuore. Il compito più difficile di un medico è affrontare i propri pazienti come persone, come esseri umani, e non solo come malati. Sono persone che lottano con forza per la vita fino a quando non resta più un filo di speranza. Custodirò per sempre gli insegnamenti del ‘Piccolo Medico’ nel mio cuore e li metterò sempre in pratica nella mia vita. Ale ci commuove non solo per il destino che la vita gli ha riservato, ma anche per il modo in cui ha vissuto ognuno di questi momenti. Ale ha vinto ed è diventato molto più di un medico, lui oggi continua a darci insegnamnenti!!!

Andressa dos Santos Kodama

 

Questo fine settimana ho finito di leggere il tuo libro, che mi ha colpito molto. Devo ammettere che non so dove tu abbia trovato tanta forza. Credo sì che siamo circondati da angeli e da un Dio al di sopra di tutti noi, che ci protegge e ci mostra il cammino anche quando stiamo sanguinando con tanto dolore. Una storia bella e triste, ma che mi ha insegnato il vero significato della parola “superazione”. Il tuo libro è bello e tu una persona incredibile, ammirevole, una donna forte, che non si lascia andare e che ama molto. La sera in cui ci siamo conosciute ti ho trovato una donna eccezionale, ma non avevo idea che tu fossi molto di più, che solo la parola di più è molto poco per cercare di definire una donna speciale come te. Nel libro dici che non esiste una parola che possa spiegare il dolore della perdita di un figlio o ora io ti dico che una sola parola è poco per cercare di descrivere l’ammirazione che ho cominciato a sentire per te dopo aver letto il tuo libro.<br>Grazie per aver condiviso la tua storia e per averla presentata con il libro…
Un bacio grande dalla tua ultima ammiratrice,

Eduarda Correia Ulisses